MARTA NATURALE
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Bio

Marta Naturale (Mirano, 1990), vive e lavora tra Noale e Venezia. Si diploma all'Accademia di Belle Arti di Venezia, sezione Pittura, nel 2019.
La sua ricerca si concretizza attraverso le pratiche della pittura e del disegno. Il suo lavoro è stato presentato in diverse collettive, tra cui alla 10ma Biennale Internazionale d'incisione di Monsummano Terme (2017); alla Collettiva dei giovani artisti Bevilacqua La Masa nelle edizioni 101ma e 102ma; allo Studio Tommaseo di Trieste con Opera Prima, a cura di Miriam Pertegato, Paola Bristot, Giuliana Carbi (2018); al Forte di Monte Ricco di Pieve di Cadore (BL), con Brain-tooling, a cura di Gianluca D'Incà Levis, Riccardo Caldura, Petra Cason (2018). Conclude il programma Studi d'Artista Bevilacqua la Masa 2018-2019 esponendo alla Galleria BLM nella collettiva Opera Viva. Nel 2019 riceve una menzione speciale con StArt Padova ed espone presso presso Giotto SIM, Fornace Morandi (PD). Nel 2020 comincia la sua collaborazione con la galleria Francesca Antonini Arte Contemporanea di Roma e prosegue il suo lavoro in vista di una mostra personale programmata per il 2021.

Statement

Marta Naturale indaga, attraverso il mezzo pittorico, i luoghi popolati dall'uomo e che portano i segni del suo passaggio; luoghi pregni di significati e contraddizioni strettamente collegati alla natura umana. In particolare ciò che attira il suo interesse sono le immagini provenienti dalla routine giornaliera, caricate di memorie e tensioni emotive legate alle proprie esperienze. Alcune di esse emergono e si impongono con maggior forza alla percezione, lasciando intravedere una eccedenza di significato. A partire da queste immagini, la pratica artistica di Marta Naturale restituisce un'opera pregna di sedimentazioni visive di natura sia biografica che collettiva, e tenta di rendere permanente, congelandolo nella materia pittorica, la peculiarità irripetibile del momento e il suo senso di ulteriorità sfuggente.

Le piccole dimensioni dei dipinti invitano ad una osservazione ravvicinata e ad un confronto diretto con la superficie dell'immagine, rendendo in questo modo evidente la sua natura ambivalente: se da un lato essa apre ad una illimitata ricerca di significato nella realtà, dall'altra evidenzia invece il limite dello sguardo nella nuda materia pittorica.

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